Il vino e i calciatori

Vino e calcio, due mondi diversi che si sono avvicinati anni fa, si sono piaciuti ed hanno continuato il rapporto aumentando il bacino dei calciatori e degli allenatori che vi si dedicano una volta terminata la loro carriera, o anche nel durante.

Il richiamo del vigneto è sempre più forte ed una volta appesi gli scarpini al chiodo sempre più calciatori iniziano l’attività o prestano il proprio nome al fine di aumentare la visibilità ad imprese già esistenti.

Un contadino prestato al calcio

Nevio Scala è stato uno dei primi ad appassionarsi a questo mondo definendosi egli stesso un contadino prestato al calcio per qualche anno. Grande conoscitore della terra e dei suoi prodotti, fin da bambino ha seguito il padre nei campi trascorrendo con lui buona parte delle giornate quando non impegnato con la scuola.

Dopo aver militato nella Fiorentina, nell’Inter e nel Milan apre la sua azienda agricola a cui si dedicherà solamente una volta dopo aver dismesso gli abiti da allenatore. La sua attività sorge nel padovano, oltre alla coltivazione di vigneti, Scala si è anche appassionato sul biologico come dimostra la sua garganega fermentata in bottiglia.

La Pratum Coller dei fratelli Pirlo

Altro grande appassionato di vino è Andrea Pirlo che insieme  al fratello ed alla cognata ha fondato la Pratum Coller, azienda a Montenetto di Brescia, territorio molto ricco di potenzialità che l’ex calciatore sta piano piano tirando fuori facendosi conoscere ad un bacino di utenza sempre più elevato.

Nel Veneto Tommasi e Malesani si fanno concorrenza

Damiano Tommasi invece produce vino in valpolicella e con l’azienda di Pietro Zardini produce il Ripasso 17, un vino amabile che non fa concorrenza con il più famoso Amarone, ma sa essere apprezzato da un pubblico di nicchia.

Un altro famoso veneto, Alberto Malesani sempre nella valpolicella produce Amarone nella sua azienda La Giuva, acronimo che unisce il nome delle sue due figlie Giulia e Valentina che con lui collaborano nell’andamento dell’attività. Il suo vino è decisamente profondo, molto tanninico con sentori di frutti di bosco sempre più apprezzati dalla clientela sofisticata ed esigente che frequenta la zona.

In Toscana con Dainelli e Hamrin

Passiamo dal Veneto alla Toscana e troviamo due calciatori d’eccellenza, Dario Dainelli e Kurt Hamrin, il primo produce un vino di nome Red servito nel suo locale in centro a Firenze l’Osteria del calcio, mentre il secondo produce Il numero 7 nella sua fattoria a Sant’Appiano in Val d’Elsa.

Il Bordocampo di Spalletti

Anche l’ex tecnico dell’Inter Luciano Spalletti si è appassionato alla vigna aprendo una casa vacanze, La Rimessa, sulle colline toscane dove la potatura è un’esperienza di vita e dove spesso va per smaltire le tossine e per godersi giornate all’insegna del relax tra orto ed animali.

Oltre a rilassarsi trova il tempo per produrre il suo vino, Il Bordocampo, un sangiovese dai sentori di fragole e tabacco molto beverino, ma al tempo stesso traditore. Rispecchia un po’ il carattere del tecnico, morbido all’apparenza, ma estremamente piccante e malizioso.

Anche Barzagli nel giro che conta

Come si suol dire, ultimo ma non ultimo, troviamo il vino di Andrea Barzagli che con Le Casematte sta ottenendo molteplici favori della critica. Il vino che produce ha vinto per due volte consecutive il prestigioso premio Tre bicchieri del Gambero Rosso, ed ha tra le sue caratteristiche un sapore affumicato con sentore forte di more ed una grinta non di poco conto, anche in questo caso il carattere del vino può essere accomunato a colui che lo produce.

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